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	<title>Dieta Dimagrante &#187; Dieta &amp; Salute</title>
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	<description>Consigli per tenersi in forma</description>
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		<title>La dieta per prevenire l&#8217;influenza 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 17:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Mancuso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’influenza è una delle malattie più temute della stagione invernale,  non per la sua pericolosità, bensì per i costi sociali che comporta in termini di assenza dal lavoro e di spese per le terapie sintomatiche. Anche quest&#8217;anno, secondo le previsioni sanitarie, l&#8217;influenza tornerà  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dietadimagrante.com/wp-content/uploads/2012/01/dieta-contro-influenza.jpg" alt="dieta contro influenza" title="dieta contro influenza" width="304" height="360" class="alignleft size-full wp-image-1249" /><strong>L’influenza</strong> è una delle malattie più temute della stagione invernale,  non per la sua pericolosità, bensì per i costi sociali che comporta in termini di assenza dal lavoro e di spese per le terapie sintomatiche. Anche quest&#8217;anno, secondo le previsioni sanitarie, l&#8217;influenza tornerà  colpire nei mesi più freddi mettendo a letto  circa 5 milioni di persone.</p>
<p>L’arma migliore per evitare anche l’influenza targata 2012,  è la<strong> prevenzione</strong> che i sistemi sanitari internazionali hanno implementato già dallo scorso autunno,  con l’uso del vaccino.</p>
<p>Ma a volte, a causa della presenza di molti virus nell’aria, il vaccino non riesce a evitare l’attacco di altri sintomi parainfluenzali. <strong>Come difendersi </strong>dunque dal rischio di finire a letto con febbre e dolori?</p>
<p>Naturalmente la risposta è sempre la stessa: <strong>con la dieta</strong>, ovvero con un buon regime alimentare in grado di rinforzare le difese dell’organismo per metterlo in condizione di combattere il virus senza avvertirne i fastidiosi sintomi.</p>
<p>La dieta <strong>antinfluenzale</strong> si compone di sostanze, in grado di potenziare le nostre difese,  classificabili in quattro gruppi: vitamine, proteine,  sali minerali e prebiotici.</p>
<h2>Cosa consumare</h2>
<p>Le <strong>vitamine </strong>in grado di <strong>rinforzare il sistema immunitario</strong> e di renderlo riluttante agli attacchi del virus influenzale sono la C e i precursori della vitamina A, come il beta-carotene. La<strong> vitamina C </strong>è contenuta in gran quantità negli agrumi, ovvero arance, pompelmo, kiwi e limoni.</p>
<p>Questi alimenti si possono  consumate in vari modi, come frutti o sotto forma di spremute, sia a colazione che a metà mattina o a metà pomeriggio. I precursori della<strong> vitamina A</strong>,  come il betacarotene, un potente antiossidante e antiradicali liberi, si trovano in quantità accettabili nelle carote che si possono consumare intere oppure grattugiate.</p>
<p>Per assumere integralmente il beta-carotene è utile non bollire la carota e non grattugiarla, ma sbucciarla lievemente con il coltello, lavarla e mangiarla intera proprio come farebbe un coniglio. Anche le <strong>proteine</strong> svolgono un ruolo determinante nel rafforzamento del sistema immunitario.</p>
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</div></div><p>Queste sostanze si assumono tramite carne magra e pesce. A pranzo o cena non dovrà mai mancare una porzione di carne rossa o bianca cotta a vapore o del pesce di buona qualità. Il menu va arricchito con contorno di frutta e verdura di stagione e con cereali integrali ( pasta e pane) per introdurre nell’organismo anche una buona dose di <strong>zinco</strong> utile a rafforzare il sistema immunitario.</p>
<p>Gli alimenti<strong> probiotici </strong>sono quelli capaci di rafforzare la flora batterica intestinale, una delle armi del nostro corpo in grado di combattere davvero gli attacchi di virus e batteri. I probiotici, cioè i fermenti lattici ( batteri buoni) per la buona salute dell’intestino, si possono assumere tramite yogurt.</p>
<p>Per mantenere attivi e in vita all’interno del nostro intestino i batteri buoni,  si possono consumare anche <strong>fibre </strong>chiamate <strong>prebiotiche</strong>, contenute, ad esempio,  nell’aglio e nei funghi. A colazione si potrà anche consumare latte scremato, oppure tè (verde o nero) che contiene un antibatterico naturale.</p>
<p>Naturalmente la dieta preventiva dovrà anche essere abbinata ad alcuni <strong>accorgimenti pratici</strong>, come<strong> evitare</strong>, se possibile, i luoghi chiusi e affollati, gli <strong>sbalzi termici;</strong> coprirsi bene nelle giornate molto fredde e umide e lavarsi le mani.</p>
<p><em>Fonte immagine: dgmag.it</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p align="right"><em>Rosalba Mancuso</em></p>
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		<title>Dieta per la sindrome premestruale</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 09:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Mancuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieta & Salute]]></category>
		<category><![CDATA[dieta contro la ritenzione idrica]]></category>
		<category><![CDATA[dieta per  gli sbalzi di umore]]></category>
		<category><![CDATA[dieta per la sindrome premestruale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni mese, una buona percentuale di donne soffre della cosiddetta “sindrome premestruale”. Con questo termine si definisce una variegata gamma di sintomi fisici e psicologici che colpiscono il sesso femminile nei giorni che precedono il flusso mestruale. Questi sintomi possono continuare anche durante i giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dietadimagrante.com/wp-content/uploads/2011/12/sindrome-pre-mestruale-300x300.jpg" alt="sindrome-pre-mestruale" title="sindrome-pre-mestruale" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1229" />Ogni mese, una buona percentuale di donne soffre della cosiddetta <strong>“sindrome premestruale”.</strong> Con questo termine si definisce una variegata gamma di sintomi fisici e psicologici che colpiscono il sesso femminile nei giorni che precedono il flusso mestruale. Questi sintomi possono continuare anche durante i giorni della mestruazione determinando profondo disagio e sofferenza nella donna colpita.</p>
<p>La sindrome premestruale comprende: mal di testa, dolori allo stomaco accompagnati da dissenteria, disturbi digestivi, insonnia, depressione, sbalzi di umore, crisi di pianto, gonfiori addominali e ritenzione idrica. Insomma un mix di fastidi che minano il benessere psicofisico del gentil sesso con <strong>ripercussioni</strong> evidenti anche <strong>sulla linea</strong> e sul peso.</p>
<p>I<strong> meccanismi</strong> della sindrome premestruale non sono ancora del tutto chiariti, anche se si fa risalire il tutto all’azione degli estrogeni femminili che, nei giorni immediatamente precedenti alla mestruazione, hanno delle variazioni brusche della loro concentrazione a livello ematico.</p>
<p>Se a questo si sommano anche uno<strong> stile di vita</strong> errato,<strong> stress e cattiva alimentazione</strong>, allora la sindrome premestruale può diventare un fastidio pesante tanto da costringere a letto tutte le donne che ne sono afflitte. Come combattere questo disturbo? Ma con la <strong>dieta giusta</strong> naturalmente.</p>
<h2>Cosa mangiare</h2>
<p>Nei <strong>dieci giorni</strong> che<strong> precedono le mestruazioni </strong>andrebbero consumati<strong> pane, pasta e riso integrali,</strong> in modo da assumere carboidrati contenenti fibre, vitamine e sali minerali  che possano contrastare il senso di appetito che colpisce le donne prima del ciclo.</p>
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</div></div><p>I carboidrati complessi di questi alimenti possono anche fornire alla donna la quota di glucosio che può diventare carente proprio nei giorni della fase mestruale. Gli sbalzi di umore dovuti al crollo della serotonina possono essere contrastati assumendo alimenti che ne sono naturalmente ricchi, come i <strong>pomodori </strong>e l’<strong>ananas</strong>.</p>
<p>Fondamentali sono anche gli alimenti ricchi di ferro,  come le <strong>interiora della carne bovina</strong>.  La perdita ematica provocata dal flusso mestruale  è, infatti, causa di una importante perdita di ferro nella donna.  L’assimilazione del ferro è favorita dalla vitamina C, per cui, nella dieta contro la sindrome premestruale, bisogna consumarne abbastanza, magari tramite<strong> spremute di agrumi</strong> o mangiando <strong>kiwi </strong>che contengono più vitamina C delle arance.</p>
<p>Fondamentale è anche <strong>bere molta acqua</strong> per combattere il gonfiore e la ritenzione idrica tipici della sindrome premestruale. Da non trascurare gli alimenti che contengono magnesio, minerale la cui carenza è responsabile di molti sintomi della fase premestruale.</p>
<p>La frutta secca e i<strong> legumi </strong>contengono una buona quota di magnesio, ma mentre la prima può diventare nemica della linea, i secondi possono fornire anche un giusto apporto di altri minerali. Il magnesio è naturalmente presente anche  nei cereali integrali e nella verdura a foglia verde, come gli <strong>spinaci </strong>che contengono anche ferro,  in misura però trascurabile rispetto ai legumi e alla carne bovina.</p>
<p>Se i fastidi della sindrome premestruale dovessero mamifestarsi con una certa gravità è<strong> consigliabile consultare il medico</strong> e un nutrizionista per concordare la terapia e la dieta più adatte al caso. Con gli accorgimenti giusti, infatti, si potranno ritrovare in breve tempo il buon umore e la forma fisica ideale.</p>
<p align="right"><em>Rosalba Mancuso</em></p>
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		<title>La dieta senza grassi</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 07:02:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Mancuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieta & Salute]]></category>
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		<category><![CDATA[perdita di peso]]></category>

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		<description><![CDATA[Soffrite di frequenti mal di testa, nausea, gonfiori di stomaco e avete qualche chiletto in più? Se la risposta a questa domanda fosse affermativa, allora potreste avere bisogno di seguire una dieta senza grassi.
Questo regime alimentare, chiamato anche “flatfree”, dal corrispondente termine inglese, prevede la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dietadimagrante.com/wp-content/uploads/2011/12/sindrome-premestruale.jpg" alt="mal di testa" title="mal di testa" width="300" height="406" class="alignleft size-full wp-image-1222" />Soffrite di frequenti mal di testa, nausea, gonfiori di stomaco e avete qualche chiletto in più? Se la risposta a questa domanda fosse affermativa, allora potreste avere bisogno di seguire una <strong>dieta senza grassi</strong>.</p>
<p>Questo regime alimentare, chiamato anche “flatfree”, dal corrispondente termine inglese, prevede la riduzione o l’eliminazione degli alimenti che contengono<strong> grassi “cattivi</strong>”, i cosiddetti grassi saturi che si ritiene siano comunemente contenuti negli oli di origine animale.</p>
<p>Immaginare una <strong>dieta completamente priva di grassi</strong> è <strong>impossibile</strong> e addirittura pericoloso per la salute perché una certa quota di grassi è indispensabile per mantenere sano l’organismo e permettere lo svolgimento di molte funzioni metaboliche, come la resistenza ai rigori del freddo. Quali grassi sarebbe allora utile eliminare dalla dieta?</p>
<p>Chiaramente tutti quelli che possono far aumentare il colesterolo e i trigliceridi con conseguente aumento del rischio di patologie cardiovascolari. In secondo luogo bisognerebbe ridurre drasticamente gli alimenti e gli oli che contengono i grassi cattivi, aumentando l’introduzione di quelli che contengono grassi insaturi, i cosiddetti grassi buoni, tra cui rientrano gli “omega 3”.</p>
<p>Gli effetti deleteri di una <strong>dieta troppo ricca di grassi saturi</strong> si vedono non solo dall’<strong>aumento</strong> dei valori del <strong>colesterolo</strong> e dal conseguente aumento di peso, ma anche dall’incremento di disturbi quali mal di testa, gonfiori e nausee. Nel paragrafo successivo vedremo quali sono gli alimenti  e i grassi che possono fare male o bene alla nostra salute e alla nostra linea.</p>
<h2>Grassi saturi: quali alimenti li contengono</h2>
<p>La lista degli alimenti che contengono<strong> grassi saturi</strong> è molto nutrita. Al primo posto troviamo l’olio di noce moscata, con 90 grammi di grassi saturi per 100  grammi; seguono l’olio di cocco, la farina omonima, il<strong> burro</strong>, il <strong>lardo</strong>, la pancetta, il burro light con o senza sale aggiunto, il grasso di anatra, l’agnello, la margarina, il grasso di pollo e di tacchino,  il cioccolato ( anche quello dietetico), la carne suina, la frutta secca.</p>
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</div></div><p>In ordine decrescente esistono anche tanti altri alimenti che possono contenere grassi saturi, anche se in quantità più limitata per <strong>100 grammi di porzione</strong>. E’ il caso, ad esempio, del polmone di vitello che ne contiene solo  0.79 grammi. Negli alimenti ricchi di grassi non possiamo dimenticare i formaggi che contengono una media di 20 grammi di grassi per 100 grammi di porzione. Da bandire dalla dieta sono i cosiddetti grassi “trans” cioè quei grassi saturi contenuti negli alimenti industriali, come brioches, fette biscottate, cracker, grissini e pizze precotte.</p>
<h2>Grassi buoni: quali alimenti consumare</h2>
<p>Per ottenere il massimo beneficio dalla dieta senza grassi  (cattivi) bisogna abituarsi a consumare  alimenti contenenti prevalentemente grassi insaturi. I <strong>grassi buoni</strong> sono contenuti nel <strong>pesce </strong>e negli <strong>oli vegetali</strong>, ma riguardo agli oli bisogna considerate che una volta usati per friggere possono a loro volta sviluppare delle sostanze tossiche che annullerebbero i benefici della dieta senza grassi.</p>
<p>La dieta senza grassi può benissimo coincidere con <strong>una dieta sana, bilanciata nelle quantità, </strong> ottenuta con cottura a vapore e diminuendo gli alimenti industriali e le carni troppo grasse a favore dell’introduzione di una buona quota di frutta, verdura, pesce, carni magre e legumi. Per il latte c’è da dire che si può tranquillamente considerare nella dieta senza grassi, visto che ormai viene quasi totalmente scremato.</p>
<p><em>Fonte di alcuni dati: valori-alimenti.com</em></p>
<p><em>Fonte immagine:</em> <em>it.123rf.com</em></p>
<p align="right"><em>Rosalba Mancuso</em></p>
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		<title>La dieta per l’inverno</title>
		<link>http://www.dietadimagrante.com/dieta-salute/la-dieta-per-l%e2%80%99inverno/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 18:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Mancuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieta & Salute]]></category>
		<category><![CDATA[dieta per prevenire l' influenza]]></category>
		<category><![CDATA[dieta per rafforzare il sistema immunitario]]></category>
		<category><![CDATA[la dieta per l'inverno]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ risaputo da tempo che con l’arrivo della stagione fredda aumenta anche il nostro fabbisogno calorico. L’organismo, infatti, per resistere ai rigori del freddo, consuma un’energia maggiore, energia  che viene creata con il consumo di alimenti piuttosto calorici, grassi ed elaborati.
Ma questo tipo di alimentazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dietadimagrante.com/wp-content/uploads/2011/10/minestra-fagioli-300x225.jpg" alt="minestra fagioli" title="minestra fagioli" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-1124" />E’ risaputo da tempo che con l’arrivo della <strong>stagione fredda</strong> aumenta anche il nostro fabbisogno calorico. L’organismo, infatti, per resistere ai rigori del freddo, consuma un’energia maggiore, energia  che viene creata con il consumo di alimenti piuttosto calorici, grassi ed elaborati.</p>
<p>Ma questo tipo di <strong>alimentazione,</strong> contrariamente a quanto si può credere, invece di aiutare il nostro corpo a combattere i malanni invernali, lo indebolisce, anzi intossica il sistema immunitario con una serie di sostanze inutili e di scarto che ci rendono più suscettibili a contrarre influenze e raffreddori.</p>
<p>La <strong>corretta dieta invernale,</strong> invece, per nutrire davvero il nostro corpo e rafforzare il sistema immunitario deve essere molto <strong>ricca di vitamine</strong>, specialmente la<strong> C</strong>, contenuta negli agrumi e la <strong>E</strong> contenuta nella patate, nella frutta secca e nell’olio.</p>
<p>Anche questi alimenti vanno consumati nelle giuste quantità e tenendo conto del fabbisogno calorico necessario ad affrontare la stagione invernale. Considerato che non si lavora più nei campi e che gli ambienti sono climatizzati, il <strong>fabbisogno calorico </strong>invernale<strong> </strong>sta iniziando ad eguagliare quello estivo.</p>
<p>Si ha più bisogno di calorie per produrre calore, ma quando il calore è già prodotto artificialmente all’interno degli edifici si capisce bene che “ingozzarsi” di carne grassa, lardo e condimenti pesanti, come il burro, rappresenta una soluzione inutile, ma anche dannosa.</p>
<p>Le differenze sostanziali tra la<strong> dieta d’inverno</strong> e quella estiva stanno nella qualità dei cibi consumati e nella loro cottura. In estate si privilegiano i cibi crudi, mentre in inverno si possono consumare piatti caldi, come zuppe e minestroni.</p>
<h2>Il menu della dieta invernale</h2>
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</div></div><p>Il menu tipico della dieta invernale sarà costituito da<strong> frutta e verdura di stagione, legumi</strong> e <strong>carni magre o ricche di omega tre.</strong> Porzionando le giuste quantità si eviterà anche di ingrassare e si otterrà un regime alimentare bilanciato e in grado di proteggerci dagli acciacchi tipici della stagione invernale.</p>
<p>A <strong>colazione</strong> si possono consumare<strong> latte scremato </strong>con un po’ di caffè e tre fette biscottate con una lieve passata di marmellata o di miele.  A <strong>pranzo </strong>si possono consumare<strong> pasta e fagioli</strong>. Ottima la minestra, che comprende 40 grammi di pasta e 130 grammi di fagioli freschi o 40 grammi di quelli secchi.</p>
<p>In <strong>alternativa</strong> si possono consumare <strong>100  grammi di verdure cotte a vapore </strong>e composte da<strong> broccoli o cavolfiore</strong>. Molto gustosa anche l’insalata di patate, cipolla e carote da realizzare con 100 grammi di patate bollite, 100  grammi di carote, sempre bollite, e 100 grammi di cipolle sottoposte sempre a cottura.</p>
<p>I condimenti con olio extravergine di oliva e sale vanno limitati al minimo. Nelle pietanze non vanno aggiunti più di 10 grammi di olio. Il sale può essere tranquillamente evitato.  La<strong> cena</strong> può essere composta da<strong> brodo di carne magra</strong>, sale e prezzemolo, oppure uova in brodo con 10 grammi di formaggio grana grattugiato o cosce di pollo al limone o scaloppine di vitello al vino bianco.</p>
<p>La carne può essere condita con pochissimo olio, pochissimo sale e un po’ di pepe nero. Gli spezzatini di carne di maiale vanno aboliti o diradati a una, due volte l’anno. Per chi non vuole rinunciarvi, la <strong>carne</strong> <strong>suina</strong> può essere <strong>sostituita dal pesce spada </strong>che, fatto a spezzatino con sugo e patate, acquisisce un sapore ancora più gustoso della carne.</p>
<p><strong>Fonte immagine:</strong> ranaonline.it</p>
<p align="right"><em>Rosalba Mancuso</em></p>
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		<title>La dieta per prevenire l’infarto</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 06:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Mancuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieta & Salute]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[dieta per il cuore]]></category>
		<category><![CDATA[dieta per prevenire l'infarto]]></category>
		<category><![CDATA[infarto]]></category>

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		<description><![CDATA[L’infarto, secondo le statistiche, rappresenta la prima causa di morte in tutto il mondo. Si tratta di un evento temibile e al tempo stesso improvviso che se non trattato con tempestività si rivela letale nel giro di pochi minuti. Muoiono di infarto soggetti di sesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1059" title="cuore" src="http://www.dietadimagrante.com/wp-content/uploads/2011/08/cuore-300x187.jpg" alt="cuore" width="300" height="187" />L’infarto</strong>, secondo le statistiche, rappresenta la <strong>prima causa di morte</strong> in tutto il mondo. Si tratta di un evento temibile e al tempo stesso improvviso che se non trattato con tempestività si rivela letale nel giro di pochi minuti. Muoiono di infarto soggetti di sesso maschile, specie uomini a partire dai 50 anni di età e donne in menopausa, con un rapporto, in Italia,  di 143 maschi e 116 femmine ogni 100 mila abitanti.</p>
<p>L’infarto di cui parliamo è quello al cuore, definito “miocardico” cioè dovuto a una insufficiente irrorazione sanguigna del muscolo cardiaco. Anche le malattie cardiovascolari, così come il cancro, possono essere provocate da una scorretta alimentazione e da un cattivo stile di vita e come tali si possono anche <strong>prevenire </strong>aggiustando per tempo le proprie abitudini dietetiche.</p>
<p>Uno studio condotto dal CNR ( Consiglio Nazionale delle Ricerche) su 474 dipendenti degli uffici della stessa struttura ha evidenziato che una corretta alimentazione intrapresa almeno dieci anni prima della cosiddetta  “età a rischio” ( i fatidici 50 anni) può ridurre sensibilmente il rischio di essere colpiti da infarto. L’ente ha dunque stilato una dettagliata<strong> lista di alimenti “buoni” e “cattivi” </strong>che possono  condizionare la possibilità di  venire colpiti o meno da infarto.</p>
<h2>Quali cibi evitare</h2>
<p>Secondo lo studio del CNR i cibi da evitare sono i<strong> primi piatti elaborati</strong>, come pasta al forno, lasagne, cannelloni, tortellini, ravioli;  i <strong>condimenti grassi, </strong>come burro, margarina, besciamella, lardo, maionese, pancetta,  strutto, panna e ragù;  panini all’olio; pizza bianca;  pop corn; tramezzini; sostituti del pane,  come fette biscottate, craker e grissini;  pizze molto elaborate, come la capricciosa, ai quattro formaggi;  <strong>fritture </strong>e alimenti rosticciati.</p>
<p>E ancora,<strong> insaccati</strong>,  salsicce, frattaglie,  cibi in scatola e sott’olio, pesci grassi come  caviale, cefalo, tonno sott’olio, salmone affumicato,  sgombro e alici sott’olio; latte intero e formaggi; frutta secca e dolci.  Insomma tutti gli alimenti che piacciono di più, ma che per l’elevato contenuto di grassi causano l’ostruzione progressiva delle arterie, meccanismo per il quale il sangue rischia di non affluire bene al cuore provocando l’infarto.</p>
<h2>Quali alimenti consumare</h2>
<p>Per prevenire l’infarto bisogna bere tanto, almeno <strong>due litri di acqua al giorno</strong>,  e consumare abitualmente<strong> primi piatti semplici</strong>, come spaghetti o altri tipi di pasta, conditi con sugo di pomodoro,  pesto, sughi di pesce o a base di verdure e legumi.</p>
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</div></div><p>Il <strong>pane </strong>bianco va sostituito con quello<strong> integrale,</strong> se si vogliono consumare sostituti del pane, vanno bene quelli senza olio e grassi aggiunti. I secondi piatti vanno scelti tra le <strong>carni bianche</strong> o le parti magre del bovino, del maiale, dell’agnello, eccetera.  Per gli insaccati preferire la parte magra del prosciutto crudo, dello speck e della bresaola ( facendo attenzione a che non siano troppo salati); <strong>latte e yogurt magri</strong>. Altri cibi consentiti,   formaggi poco grassi da non consumare più di due volte a settimana;  <strong>legumi, verdure, ortaggi e frutta.</strong></p>
<p>La frutta si può anche consumare sotto forma di frullato e granita. I gelati alla frutta, però, vanno consumati per non più di due volte a settimana. Tra le<strong> bibite </strong>si può assumere <strong>un po’ di vino ai pasti</strong>. Bene anche una tazzina di tè, orzo o caffè a colazione.</p>
<p align="right"><em>Rosalba Mancuso</em></p>
<p><strong>Fonti bigliografiche per alcuni dati:</strong></p>
<p><em>Dica33.it</em></p>
<p><em>Testata giornalistica Staibene.it</em></p>
<p><em>Testata giornalistica Humanitas Salute ( giornale dell’Istituto Clinico Humanitas)</em></p>
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		<title>La verità sulla dieta mediterranea</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 10:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Mancuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieta & Salute]]></category>
		<category><![CDATA[dieta e salute]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[la dieta mediterranea]]></category>

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		<description><![CDATA[La dieta mediterranea è un regime nutrizionale tradizionalmente praticato dalle popolazioni europee del bacino del Mediterraneo. Si tratta di abitudini dietetiche un tempo diffuse tra le popolazioni contadine che lavorano e faticavano molto sui campi e che si nutrivano abbondantemente di cibi contenenti carboidrati.
La dieta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1016" title="pasta e fagioli" src="http://www.dietadimagrante.com/wp-content/uploads/2011/08/pasta_e_fagioli-300x216.jpg" alt="pasta e fagioli" width="300" height="216" />La <strong>dieta mediterranea</strong> è un regime nutrizionale tradizionalmente praticato dalle popolazioni europee del bacino del Mediterraneo. Si tratta di abitudini dietetiche un tempo diffuse tra le popolazioni contadine che lavorano e faticavano molto sui campi e che si nutrivano abbondantemente di cibi contenenti carboidrati.</p>
<p>La dieta mediterranea classica, infatti, annovera nel suo menu: <strong>pane, pasta, legumi, olio extravergine di oliva, frutta, verdura,  pesce o carne.</strong> In questo modello nutrizionale la maggiore quota di calorie e di principi nutritivi viene apportata dai <strong>carboidrati</strong>, che costituiscono<strong> il 60%</strong> della quota di alimenti giornalieri.</p>
<p>Il 30% è occupato da olio di oliva, frutta e verdura e il 15% da proteine. Nutrendosi con questa dieta le antiche popolazioni mediterranee risultavano protette da malattie cardiovascolari e da tumori, più diffusi nelle popolazioni con altri regimi alimentari.</p>
<p>Le cose, però sono cambiate a partire dagli anni Novanta, quando, anche coloro che mantenevano lo stile di vita tipico della dieta mediterranea hanno cominciato ad ammalarsi di diabete e cancro. Il fenomeno ha aperto un acceso dibattito sui benefici o i danni provocati da questo tipo di dieta e un duro scontro tra i sostenitori di questa dieta e tra coloro che la denigrano.</p>
<h2>Dieta mediterranea: com&#8217;è cambiata nel tempo?</h2>
<p>I pro e contro della dieta mediterranea sono stati oggetto di approfondite disamine nel corso di recenti trasmissioni televisive. I denigratori di questo modello nutrizionale ne hanno confermato la<strong> dannosità</strong>, mentre i fautori sono rimasti sulle posizioni di sempre e cioè che la dieta mediterranea<strong> fa bene </strong>e protegge dalle malattie.</p>
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</div></div><p><strong>Ma qual è la verità?</strong> Ve la spieghiamo noi, perché le polemiche non aiutano mai a far luce sulle questioni serie che attengono alla nostra salute. Quella che molte persone oggi praticano, non è la dieta mediterranea. E’ vero che in molte zone d’Italia ci si nutre di pane, pasta, olio di oliva, frutta, verdura, carne o pesce, ma questo regime  nutrizionale è solo una pallida imitazione della dieta mediterranea originale.</p>
<p>La dieta omonina, quella vera, era fatta di cereali integrali che garantivano un <strong>buon apporto di fibre,</strong> di legumi che coprivano il fabbisogno proteico senza necessità di attingerlo da carni troppo grasse. I <strong>cereali</strong>, inoltre, erano vari, non solo frumento o riso, ma anche <strong>farro, orzo, avena</strong> e simili.</p>
<p><strong>L’olio di oliva</strong> era quello <strong>fatto in casa</strong> con le olive prive di trattamenti chimici e adulterazioni varie. Lo stesso vale per frutta e verdura. I cereali della “finta” dieta mediterranea di oggi, sono raffinati e sempre gli stessi, il resto degli alimenti a corredo è spesso trattato con additivi e conservanti.</p>
<p>Tutto questo determina tre cose: aumento eccessivo dell’indice glicemico, aumento di peso  e patologie. La dieta mediterranea <strong>permette di godere di buona salute </strong>e anche di dimagrire se fatta con il regime alimentare dei contadini di una volta, che lavoravano tanto e faticavano dalla mattina alla sera. Eppure si concedevano piatti unici, come la classica pasta e fagioli, tante fibre e frutta e verdura a volontà. Oggi, da sedentari, molti continuano a nutrirsi di pane e pasta non integrali e di piatti e porzioni multiple,  con il risultato di ingrassare e di sviluppare patologie che con la dieta mediterranea originale difficilmente si manifesterebbero.</p>
<p><strong>Fonte immagine:</strong> venetolago.it</p>
<p style="text-align: right;"><em>Rosalba Mancuso</em></p>
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		<title>La dieta per gli sbalzi di umore</title>
		<link>http://www.dietadimagrante.com/dieta-salute/la-dieta-per-gli-sbalzi-di-umore/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 12:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Mancuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieta & Salute]]></category>
		<category><![CDATA[dieta antistress]]></category>
		<category><![CDATA[dieta per sbalzi di umore]]></category>
		<category><![CDATA[sbalzi d'umore]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi sentite stanchi, stressati, nervosi ed irritabili, senza capirne il motivo? La spiegazione possiamo darvela noi: probabilmente soffrite di sbalzi di umore, ovvero di oscillazioni del tono dell’umore che vi fanno sentire a terra in alcuni periodi dell’anno o in alcuni momenti della giornata.
Gli sbalzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-941" title="sbalzi-umore" src="http://www.dietadimagrante.com/wp-content/uploads/2011/07/sbalzi-umore-300x195.jpg" alt="sbalzi-umore" width="300" height="195" />Vi sentite stanchi, stressati, nervosi ed irritabili, senza capirne il motivo? La spiegazione possiamo darvela noi: probabilmente soffrite di <strong>sbalzi di umore</strong>, ovvero di oscillazioni del tono dell’umore che vi fanno sentire a terra in alcuni periodi dell’anno o in alcuni momenti della giornata.</p>
<p>Gli sbalzi di umore non riguardano l’umore di base di una persona, che fa parte del carattere e della personalità di fondo, ma <strong>il tono, cioè il livello di sensazioni emotive che accompagnano l’individuo</strong> nel corso della giornata o in alcuni momenti della vita.</p>
<p>Per fare un esempio, quando si vive un momento particolarmente felice ed appagante, ci si sente eccitati ed euforici, metaforicamente ci si definisce molto su, mentre quando si vive un periodo difficile, come la separazione dal coniuge o la perdita del lavoro, ci si sente depressi ed apatici e si usa dire che ci si sente giù.</p>
<p>Gli sbalzi di umore sono la spia dell’innalzamento o dell’abbassamento di queste sensazioni psicologiche che hanno a che fare con i due grandi estremi della nostra vita: la gioia ed il dolore. Quando le oscillazioni si fanno frequenti ed inspiegabili, però, si potrebbe essere di fronte a delle serie patologie depressive che, a parte, la dieta, vanno opportunamente seguite e curate da medici competenti.</p>
<p>Gli sbalzi di umore che<strong> possono trarre giovamento da una dieta sana ed equilibrata</strong> e di cui parliamo in questo articolo, sono, invece, quelli legati ai cambi di stagione, come l’arrivo dell’autunno e dell’inverno,  quando la diminuzione della quantità di luce abbassa  i livelli di serotonina e di adrenalina nel cervello portando ad abbassare anche il tono ( livello) dell’umore.</p>
<p>Altri periodi critici, anche l’arrivo dell’estate in cui il caldo e l’umidità fanno percepire maggiormente la stanchezza accumulata in tanti di mesi di fatiche e di lavoro, facendo sognare le ferie come la giusta medicina per liberasi dallo stress e dal nervosimo.</p>
<h2>Cosa mangiare</h2>
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</div></div><p>Molti di noi continuano a  credere che l’alimentazione abbia un ruolo assai trascurabile per la soluzione di piccoli fastidi fisici e psicologici.In realtà<strong> </strong>vitamine  e sali minerali contenuti nei cibi possono dare davvero un importante contributo al nostro benessere psicofisico.</p>
<p><strong>Contro la stanchezza </strong>possono rivelarsi molto utili <strong>le banane</strong> che hanno un elevato contenuto di potassio e di <strong>magnesio</strong>. Anzi, quest’ultimo è davvero un toccasana per le donne che soffrono di sbalzi di umore nel periodo premestruale, quando gli ormoni in circolo influenzano negativamente il delicato sistema endocrino femminile, procurando fastidi come depressione, nervosismo ed irritabilità.</p>
<p>Un alimento con un <strong>altissimo contenuto di magnesio</strong> è la<strong> crusca,</strong> che ne contiene <strong>400 mg per 100 grammi. </strong>Altro alimento ricchissimo di magnesio è il cioccolato amaro che ne contiene 290mg, seguono le mandorle ed altra frutta secca in genere. Ma alcuni alimenti, come cacao e frutta secca non sono utili in caso di diete ipocaloriche e dimagranti o tese al controllo della glicemia e del colesterolo, per cui meglio attenersi alla crusca.</p>
<p>Esistono anche altri <strong>alimenti antistress </strong>come il pesce, specie <strong>merluzzi ed orate.</strong> Per togliersi di dosso la stanchezza e l’apatia bisogna consumare cibi che contengono aminoacidi in grado di aiutare il cervello a  fabbricare la serotonina, principale neurotrasmettitore del benessere e del buon umore. Indicati in tal senso, il latte che contiene triptofano e il miele, ricco di vitamina B12, che combatte l’insonnia.</p>
<p>Per evitare di mangiare troppi dolci quando ci si sente giù, meglio orientarsi sulla<strong> frutta come kiwi e ananas</strong> o ortaggi come melanzane e pomodori. Per sentirsi più energici è consigliabile spruzzare sugli alimenti anche aromi vegetali come timo, salvia e rosmarino.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Rosalba Mancuso</em></p>
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		<title>Dieta per il colon irritabile</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 19:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Mancuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieta & Salute]]></category>
		<category><![CDATA[colon irritabile]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta e salute]]></category>
		<category><![CDATA[dieta per colite]]></category>
		<category><![CDATA[dieta per colon irritabile]]></category>

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		<description><![CDATA[
Siete state colpite da un forte mal di pancia dopo una sfuriata con marito, suocera o colleghi di lavoro? Se sì allora potreste soffrire di una patologia non grave, ma molto insidiosa ed estremamente fastidiosa: il colon irritabile. Si tratta di un’irritazione della parte finale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-782 alignleft" title="dieta colon irritabile" src="http://www.dietadimagrante.com/wp-content/uploads/2011/06/dieta-colon-irritabile.jpg" alt="dieta colon irritabile" width="280" height="190" /><br />
Siete state colpite da un forte<strong> mal di pancia dopo una sfuriata </strong>con marito, suocera o colleghi di lavoro? Se sì allora potreste soffrire di <strong>una </strong><strong>patologia non grave</strong>, ma molto insidiosa ed <strong>estremamente fastidiosa: il colon irritabile</strong>. Si tratta di un’irritazione della parte finale dell’intestino, il colon appunto, che, per cause ancora non del tutto chiarite, si infiamma o meglio, si irrita impedendo il corretto funzionamento delle funzioni legate al transito intestinale.</p>
<p>La conseguenza dell’intestino o del colon “irritabile” saranno improvvisi dolori alla parte bassa della pancia e periodi alternati da scariche diarroiche e stipsi. Un elemento scatenante di questa sindrome è sicuramente lo stress come confermato da molti specialisti  impegnati nella cura e nella diagnosi di questa patologia. <strong>I fattori psicologici, tra cui rientra anche lo stress, possono innescare un meccanismo</strong> c<strong>he colpisce le pareti dell’intestino facendolo “irritare”</strong>.</p>
<p>Le <strong>vittime di questa patologia</strong>, stando alle recenti statistiche,<strong> sarebbero le donne,</strong> sempre più coinvolte in ritmi di vita frenetici e stressanti, costrette il più delle volte a gestire diverse beghe quotidiane, dal lavoro, ai figli, alla spesa, fino alle ingerenze di mariti troppo umorali e di suocere impiccione. Il colon irritabile è una sindrome cronica, può durare tutta la vita, a meno che non si eliminino definitivamente le cause che lo hanno provocato, ma un aiuto notevole nella riduzione dei fastidi di questa patologia può venire dalla dieta.</p>
<h2><strong>Consigli dietetici per il colon irritabile</strong></h2>
<p>La <strong>dieta per il colon irritabile</strong> deve essere in grado di<strong> ridurre le conseguenze legate all’infiammazione del tratto intestinale </strong>colpito, quindi dolore, gonfiore,  eccessivo transito intestinale o al contrario transito rallentato e costipazione. Essendo il colon irritabile una patologia estremamente soggettiva, non tutti i regimi dietetici andranno bene per le varie sindromi, anche se alcune abitudini di vita sono valide per tutti coloro che sono accomunati da questa malattia.</p>
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</div></div><p>Anzitutto <strong>non  bisogna saltare i pasti e distribuirli  ad intervalli regolari</strong>, prevedendo un solo pasto abbondante nel corso della giornata. Poi bisogna <strong>masticare molto bene</strong> in modo da far arrivare il cibo allo stomaco già parzialmente digerito. Per <strong>allenare le pareti intestinali </strong>è consigliabile <strong>una regolare attività fisica,</strong> bastano anche delle lunghe camminate.  La dieta per la sindrome caratterizzata da diarrea prevede l’eliminazione di latticini, fritti, cibi piccanti, alcolici, bevande gassate e verdure cotte o crude che contengono troppa fibra.</p>
<p>Per calmare le evacuazioni eccessive è consigliabile consumare del tè, spremute e centrifugati  di frutta, carne e pesce cotti a vapore;  verdure come patate e carote. Per la fase con stipsi bisogna individuare gli alimenti in grado di sbloccare la costipazione, tra questi spiccano tanti tipi di verdure, ma non tutte sono tollerate, quindi bisognerà andare per tentativi provando con finocchi, spinaci, asparagi, peperoni, pomodori, fagiolini. La frutta comprende specie ricche di vitamina C come arance, kiwi, pompelmi, non indicati per chi soffre della sindrome con diarrea, dove sono utili banane e mele.</p>
<p>Nella fase del gonfiore e della flatulenza bisognerà ridurre i cibi che creano fermentazione e gas intestinali, come legumi, cavoli  e verze. Per alcuni si rivela utile inserire nella dieta anche dello yogurt e dei fermenti lattici. Ma su questo punto non tutti i pazienti colpiti hanno tratto dei benefici, alcuni ad esempio non tollerano lo yogurt perché sono totalmente intolleranti ai latticini. Per cui <strong>la dieta adatta alla sindrome del colon irritabile andrà prescritta da uno specialista gastroenterologo</strong> che potrà dirvi di effettuare anche dei test per le intolleranze alimentari. Se la causa della patologia sarà lo stress,  il medico potrebbe anche suggerire di seguire degli esercizi di rilassamento.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Rosalba Mancuso</em></p>
<p><strong>Fonte immagine:</strong> biopedia.it<strong><br />
Bibliografia:</strong> adieta.it</p>
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		<title>La dieta per prevenire i tumori</title>
		<link>http://www.dietadimagrante.com/dieta-salute/la-dieta-per-prevenire-i-tumori/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 11:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Mancuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieta & Salute]]></category>
		<category><![CDATA[dieta anti tumore]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione tumori]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il termine “tumore” si intende una serie di patologie piuttosto complesse che nascono da una incontrollata ed abnorme riproduzione di cellule in determinate aree dell’organismo. Questa riproduzione cellulare incontrollata può essere indotta da fattori genetici, ormonali, inquinamento ambientale,  fumo, ingestione di sostanze tossiche, radiazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-760 alignleft" title="cellule tumorali" src="http://www.dietadimagrante.com/wp-content/uploads/2011/05/cellule-tumorali-300x235.jpg" alt="cellule tumorali" width="300" height="235" />Con il termine “tumore” si intende una serie di patologie piuttosto complesse che nascono da una incontrollata ed abnorme riproduzione di cellule in determinate aree dell’organismo. Questa riproduzione cellulare incontrollata può essere indotta da fattori genetici, ormonali, inquinamento ambientale,  fumo, ingestione di sostanze tossiche, radiazioni e persino da una dieta scorretta. Anzi quest’ultima causa riguarderebbe almeno il 35% dei tumori che ogni anno colpiscono indifferentemente uomini e donne. Basta pensare che solo nel 2010, in Italia,  si sono registrati  quasi 40 mila nuovi casi di tumore al seno e 48 mila di tumore al colon-retto. Sono proprio i tumori del tratto gastroenterico ad essere maggiormente influenzati dalla dieta, nel bene e nel male. Lo stesso dicasi anche per i tumori mammari che originandosi da un tessuto adiposo, ed escludendo i fattori genetici ed ormonali, possono essere favoriti da una dieta troppo ricca di grassi. Che l’alimentazione sia in grado di incidere significativamente sulla nostra salute e sul nostro benessere, è un dato riconosciuto anche dalla comunità scientifica internazionale, tanto che sono stati prodotti numerosi studi a sostegno di questa tesi. Studi che annoverano anche un testimonial d’eccezione: il famoso oncologo Umberto Veronesi che recentemente si è scagliato contro le diete sconsiderate e scorrette dei nostri giorni, annoverandole tra le principali cause dei tumori. L’esimio professore, forse, non ha tutti i torti. E’ risaputo, infatti, che i tumori del colon sarebbero favoriti dall’eccessivo consumo di carni rosse, mentre altri tipi di tumore, come quello mammario, dal consumo di grassi e cibi molto elaborati. Mentre al contrario, in popolazioni che si nutrono solo di alimenti vegetali, l’incidenza di patologie tumorali sarebbe molto bassa o addirittura nulla. Una dieta sana, equilibrata e che consenta un giusto apporto di sostanze  in grado di proteggere il nostro organismo dall’insorgenza di un tumore, non è difficile da mettere in pratica, ed, anzi, spesso, può fare la differenza tra la vita e la morte, perché anche l’aggressività o incurabilità di un tumore può essere favorita dalle abitudini alimentati errate.</p>
<h4>Prevenire i tumori: quali cibi evitare</h4>
<p>Per prevenire l’insorgenza di un tumore è consigliabile eliminare, dalla dieta,  alcuni cibi contenenti additivi di cui si sospetta un’ azione genotossica ,  cioè in grado di provocare modifiche genetiche alle nostre cellule. In tal senso vanno evitati quelli contenenti nitriti, (sostanze conservanti che si trovano spesso negli insaccati e nei salumi in genere) e zuccheri artificiali, come la saccarina  e il ciclammato. Non esistono studi attendibili sulla loro pericolosità a livello umano, ma esperimenti di laboratorio hanno evidenziato la loro capacità di provocare tumori negli animali. Da bandire anche i grassi idrogenati cioè grassi modificati chimicamente con l’aggiunta  idrogeno, molecola che può interferire con il metabolismo cellulare.  Attenzione anche alle sostanze genotossiche prodotte da alcune modalità di cottura degli alimenti, come nel caso dei fritti e dei cibi arrostiti o alla brace. Questo tipo di cotture generano delle sostanze dette ammine che, legandosi ai nitrati contenuti negli alimenti, convertiti in nitriti durante la masticazione,  formano le nitrosammine, molecole con un effetto cancerogeno. Meglio preferire la cottura a vapore che permette di mantenere inalterato l’apporto di vitamine e minerali contenuti nei cibi. E’ buona prassi evitare anche gli alimenti molto grassi o elaborati e i dolci che provocano l’invecchiamento delle cellule favorendone la riproduzione incontrollata. Dannosi in tal senso anche i cereali troppo raffinati, perché privi delle fibre che invece svolgono un’utile protezione contro i tumori.</p>
<h4>Quali cibi consumare</h4>
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</div></div><p>Per prevenire il cancro bisogna consumare frutta e verdura fresche e di stagione che contengono una miriade di sostanze con effetto antiossidante, cioè in grado di difendere le cellule dai processi di invecchiamento, spesso alla base dello sviluppo dei tumori. Via libera anche ai cereali integrali, ricchi di fibre che favoriscono il transito intestinale evitando la proliferazione di batteri in grado di produrre tossine implicate nella genesi dei carcinomi del colon. Il consumo ideale di fibre per difendersi dai tumori dovrebbe essere di 25 grammi al giorno, da introdurre mangiando, oltre ai cereali integrali in genere, anche crusca di grano,  fagioli, ceci, pane integrale e prugne secche.   Altri cibi di uso comune, indicati nella prevenzione dei tumori, sono: aglio, spinaci a foglia verde scura,  fragole, peperoni, verza, broccoli, pomodori, <a title="tè verde" href="http://www.dietadimagrante.com/tisane-e-integratori/la-dieta-del-te-verde/" target="_blank">tè verde</a>. Una dieta ricca di frutta e verdura permette anche di mantenere più facilmente il peso forma, altro fattore protettivo dei tumori che sono spesso favoriti anche dall’eccessivo consumo di grassi e dal conseguente accumulo di tessuto adiposo, tipico dei soggetti obesi o in sovrappeso. Non tutti i grassi, però, provocano tumori, alcuni permettono persino di prevenirli. Si tratta degli omega 3 contenuti nel salmone, nel tonno e nei frutti di mare, ma anche negli oli vegetali come l’extravergine di oliva, l’olio di semi di lino, di colza, di zucca, purchè non cotti ad alte temperature.</p>
<p align="right"><em>Rosalba Mancuso<em></em></em></p>
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		<title>La dieta in tre fasi: depura, sgonfia, dimagrisci</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 05:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deADMIN01</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieta & Salute]]></category>
		<category><![CDATA[diata tre fasi]]></category>
		<category><![CDATA[dieta trifasica]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa dieta è cosidetta trifasica ovvero un programma dietetico in fasi successive che consente grazie a i suoi regimi alimentari di perdere peso e fornire al nostro corpo importanti elementi come vitamine e antiossidanti.
Fase 1: depura
La prima fase è costituita da un programma depurativo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-748 alignleft" title="dieta 3 fasi" src="http://www.dietadimagrante.com/wp-content/uploads/2011/04/dieta-3-fasi-300x299.jpg" alt="dieta 3 fasi" width="300" height="299" />Questa dieta è cosidetta trifasica ovvero un programma dietetico in fasi successive che consente grazie a i suoi regimi alimentari di perdere peso e fornire al nostro corpo importanti elementi come vitamine e antiossidanti.</p>
<h4>Fase 1: depura</h4>
<p>La prima fase è costituita da un programma depurativo che si avvale del consumo di passati di verdure, frullati, prodotti centrifugati, zuppe e tisane per il loro effetto disintossicante e depurante.<br />
Il consumo di pane deve essere &#8220;controllato&#8221; e non più di 30-40g al giorno, così come l&#8217;uso di condimenti in particolare sale e olio deve essere ridotto allo stretto necessario per insaporire.<br />
L&#8217;apporto calorico è di 1000 calorie.</p>
<p><strong>Al risveglio (per entrambi i giorni)</strong><br />
bere un bicchiere d&#8217;acqua, meglio se oligominerale e povera di sodio</p>
<p><strong>1° giorno</strong><br />
<strong>Colazione:</strong> <a href="http://www.dietadimagrante.com/tisane-e-integratori/la-dieta-del-te-verde/" target="_blank">tè verde</a>, 3 fette biscottate integrali<br />
<strong>Spuntino:</strong> un frutto di stagione e uno yogurt magro<br />
<strong>Pranzo: </strong> vellutata di piselli, insalata verde, centrifugato di finocchio e sedano<br />
<strong>Merenda: </strong> un frutto di stagione e centrifugato di mela e carota<br />
<strong>Cena: </strong> passato di verdura, 30g di prosciutto crudo magro, 200g di bietole<br />
<strong>Dopo cena: </strong> tisana alla betulla</p>
<p><strong>2° giorno</strong><br />
<strong>Colazione:</strong> tè verde, 3 fette biscottate integrali<br />
<strong>Spuntino:</strong> un frullato di carote e uno yogurt magro<br />
<strong>Pranzo: </strong> vellutata di porri, insalata verde, centrifugato di finocchio<br />
<strong>Merenda: </strong> un frutto di stagione, centrifugato di mela e carota<br />
<strong>Cena: </strong> passato di verdura, 100g di ricotta, 200g di zucchine<br />
<strong>Dopo cena: </strong> tisana alla betulla</p>
<h4>Fase 2: stimola il metabolismo</h4>
<p>La seconda fase prevede tre giorni di dieta moderatamente proteica che servirà a stimolare il metabolismo, bruciare i grassi e favorire la perdita di peso.<br />
L&#8217;apporto calorico è di 1200 calorie.</p>
<p><strong>Al risveglio (per tutti i 3 giorni)</strong><br />
bere un bicchiere d&#8217;acqua, meglio se oligominerale e povera di sodio, aggiungendo del succo di limone</p>
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</div></div><p><strong>1° giorno</strong><br />
<strong>Colazione:</strong>una tazza di caffè e 30g di cereali, una piccola fetta di pane (20g) con 30g di ricotta<br />
<strong>Spuntino:</strong> un frutto di stagione e uno yogurt magro<br />
<strong>Pranzo: </strong> 200g di melenzane grigliate, 200g di petto di pollo lessato, 200g di pomodori<br />
<strong>Merenda: </strong> un frutto di stagione<br />
<strong>Cena: </strong> zuppa di lenticchie (lenticchie secche lessate, cipolla, spezie), un hamburger di vitello alla griglia, 200g di cicoria</p>
<p><strong>2° giorno</strong><br />
<strong>Colazione:</strong> un vasetto di yogurt magro e una piccola fetta di pane (20g) con due fette di prosciutto magro<br />
<strong>Spuntino:</strong> centrifugato di mela e un frutto<br />
<strong>Pranzo: </strong> insalata di pomodori, 250g di salmone grigliato, 200g di patate<br />
<strong>Merenda: </strong> un frutto di stagione<br />
<strong>Cena: </strong> 200g di fagiolini, 100g di bresaola e rucola, 200g di spinaci al vapore</p>
<p><strong>3° giorno</strong><br />
<strong>Colazione:</strong> una tazza di latte e una piccola fetta di pane (30g) con prosciutto cotto<br />
<strong>Spuntino:</strong> un centrifugato di mela e carota, uno yogurt magro<br />
<strong>Pranzo: </strong> 200g di insalata mista, 200g di vitello al limone, 200g di melenzane con pomodorini<br />
<strong>Merenda: </strong> un frutto di stagione<br />
<strong>Cena: </strong> 200g di fagiolini, 200g di seppioline in umido, 200g di patate al vapore</p>
<h4>Fase 3: dieta ipocalorica equilibrata</h4>
<p>In questa ultima fase si ricomincia a mangiare di tutto ovviamente in quantità moderate.<br />
Per quanto riguarda i condimenti vale il suggerimento di sopra.<br />
L&#8217;apporto calorico è di 1200 calorie.</p>
<p><strong>1° giorno</strong><br />
<strong>Colazione:</strong> una tazza di caffè e 30g di cereali<br />
<strong>Spuntino:</strong> un frutto di stagione<br />
<strong>Pranzo: </strong> 60g di pasta integrale alle zucchine, 70g di stracchino, 200g di pomodori<br />
<strong>Merenda: </strong> uno yogurt magro alla frutta<br />
<strong>Cena: </strong> 200g di bietola, 150g di fesa di tacchino alla griglia, 200g di carote tagliate alla julienne</p>
<p><strong>2° giorno</strong><br />
<strong>Colazione:</strong> una tazza di caffè e 30g di cereali<br />
<strong>Spuntino:</strong> un frullato preparato con frutta di stagione<br />
<strong>Pranzo: </strong> 60g di pasta integrale con peperoni, 200g di bocconcini di maiale all&#8217;alloro, 200g di cicoria<br />
<strong>Merenda: </strong> un frutto di stagione<br />
<strong>Cena: </strong> 200g di fagiolini, 200g di sogliola al limone, 200g di insalata mista</p>
<h4>Mantenimento</h4>
<p>Per mantenere il peso ottenuto, dopo la dieta si può seguire un programma alimentare di 3 settimana con un apporto calorico di non più di 1.400 calorie al giorno.<br />
Seguire a grandi linee lo schema descritto: bicchiere d&#8217;acqua al risveglio, intervallare i pasti principali con spuntini e merende e non esagerare con i condimenti.</p>
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