Dieta contro le intolleranze
La dieta contro le intolleranze è stata ideata da Albert Rowe, ecologista clinico, nel 1936. Rowe si accorse che basando l’alimentazione sull’associazione di alcuni cibi, effettuando una rotazione, seguendo il criterio delle famiglie biologiche dei cibi e dei gruppi, risolveva il problema delle intolleranze dei suoi pazienti ottenendo anche un effetto disintossicante e dimagrante. E’ noto infatti che per eliminare gli effetti tossici di un alimento necessitano dai 2 ai 4 giorni.
I cibi appartenenti alla stessa famiglia o gruppi, vanno assunti ogni 4 giorni a rotazione mentre nei 3 giorni successivi l’alimento prima consumato andrà evitato e così via. Si avranno così cicli alimentari di 4 giorni. Se ad esempio il primo giorno del ciclo alimentare si sarà mangiata una pesca, appartenente alla famiglia delle rosacee, si potrà consumare un’altra pesca solo dopo 4 giorni, cioè all’inizio del secondo ciclo alimentare. Ugualmente sarà se si consumeranno a pranzo o a cena del primo giorno latticini non si potrà usare la carne bovina per i successivi 3 giorni perché appartenenti allo stesso gruppo di alimenti. All’interno delle diverse famiglie biologiche vanno privilegiati i cibi che in genere si usano di meno abitualmente. Esistono poi alcune tipologie di alimenti che non appartengono a nessun gruppo come alcune carni o alcuni pesci e che possono essere consumati senza alcuna restrizione.
E’ importante quindi conoscere bene quali sono le famiglie ed i gruppi e quali alimenti esse racchiudono.
Le famiglie biologiche sono:
Graminacee: avena, canna da zucchero, farro, gramigna, grano, grano saraceno, mais, malto, miglio, orzo, riso, segale.
Rosacee: albicocche, ciliegie, pere, mele, mele cotogne, fragole, mandorle, lamponi, more, nespole, pesche, susine, prugne.
Rutacee: arancia, cedro, bergamotto, chinotto, lime, limone, mandarino, pompelmo.
Solanacee: melenzane, patata, peperone, peperoncino, pomodoro, paprika, tabacco, cayenna.
Crucifere: cavolo, broccolo, cappuccio, cavoletti di bruxelles, cavolfiore, verza, rapa, ravanello, rucola, crescione.
Ombrellifere: carota, finocchio, prezzemolo, sedano, coriandolo, cumino, anice.
Chenopodiacee: bietole, bietole rosse, spinaci, porri.
Labiate: basilico, maggiorana, origano, rosmarino, timo.
Leguminose: ceci, fagioli, fave, lenticchie, soia, lupini, liquirizia, carrube, arachidi, piselli, tamarindo.
Cucurbitacee:zucca, zucchina, cocomero, melone, cetriolo.
Composite: carciofo, cicoria, camomilla, lattuga, girasole.
Musacee: banane.
Vitacee: ribes nero e rosso, uva, uva spina, uva rossa e bianca.
Liliacee: aglio, cipolla, asparagi.
Lauracee: alloro, cannella, avocado.
Fra i gruppi alimentari:
1° Gruppo: funghi, aceto, lievito di birra, lievito per il pane, muffe.
2° Gruppo: maiale, lardo, salumi, prosciutto, strutto.
3° Gruppo: latte, latticini, bovino, agnello, salumi con lattosio.
4° Gruppo: uova, pollo, faraona, galletto.
I pesci e le carni di seguito segnalati possono essere consumati tutti i giorni senza dover attendere pause:
spigola, dentice, orata, pesce spada, nasello, palombo, coda di rospo, pescatrice, cernia, rombo, tacchino, coniglio, cavallo, selvaggina.
In una giornata dovranno essere consumati i 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) ma anche due spuntini suddivisi a metà mattinata e metà pomeriggio a base di spremute di agrumi o succhi di frutta al naturale. Fra un pasto e l’altro dovrà intercorrere un tempo che non dovrà essere minore di 2 ore e maggiore di 4.
Ha un notevole effetto dimagrante poiché stimola il metabolismo e favorisce la perdita di liquidi in eccesso, in particolare nella prima fase della dieta.


